CONOSCERE LA DEPRESSIONE

Domandarsi perché quando cade la tristezza

in fondo al cuore

come la neve non fa rumore”

-Battisti, Mogol-

La depressione, intesa come umore o stato emotivo, caratterizza l’esperienza umana. Sentimenti di tristezza e di delusione, infatti, fanno parte delle vicissitudini della condizione umana normale. Può capitare a tutti, qualche volta, di essere un po’ depressi, ma ciò non significa che tutti necessitino di un trattamento. La depressione vera e propria rappresenta qualcosa di diverso, molto più intenso e duraturo rispetto al semplice sentirsi “un po’ giù di tono”.

La depressione “clinica” e i connessi disturbi affettivi comportano, dunque, un’accentuazione nell’intensità e nella durata di emozioni altrimenti normali. Non c’è dubbio sul modo in cui si manifesta una depressione clinica e molti di noi hanno avuto la cattiva sorte di soffrirne. La tristezza invincibile, la mancanza di energie, l’anedonia(incapacità di godere dei normali piaceri) e i disturbi vegetativi (problemi di alimentazione, sonno e autoregolazione) sono inconfondibili.

Lo stato psicopatologico comprende varie combinazioni dei seguenti aspetti:

  • Impedimenti al funzionamento corporeo: disturbi del sonno, dell’appetito, dell’interesse sessuale, dell’attività gastrointestinale;
  • Riduzione del desiderio e della capacità di assumere ruoli sociali consueti e attesi in famiglia, nel lavoro, nel matrimonio o a scuola;
  • Pensieri o atti suicidi;
  • Disturbi dell’esame di realtà, che si manifestano attraverso deliri, allucinazioni o confusione;

QUALI SONO LE CAUSE DELLA DEPRESSIONE?

Diversi sono i fattori che possono determinare l’emergere di una depressione clinica:

  • Ereditarietà: che la disposizione alla depressione possa essere ereditaria è stato suggerito dagli studi sulle storie familiari, sui gemelli e sui figli adottivi (Wender e altri, 1986; Rice e altri, 1987). Una storia familiare di depressione può, infatti, incidere sia per una questione genetica, sia a causa di carenza di affettività nell’ambiente familiare nel quale la persona può essersi trovata a vivere;
  • Stress, traumi: problemi nell’ambiente di lavoro, la perdita di una persona cara, una storia di abusi, conflitti di coppia, cambiamenti importanti nello stile di vita…;
  • Caratteristiche di personalità: alcuni tratti di personalità possono predisporre allo sviluppo di una depressione clinica, ad esempio la bassa autostima, un’eccessiva dipendenza, pessimismo, passività o al contrario individualismo e narcisismo esasperato;
  • Condizione fisica: gravi condizioni fisiche come tumori, diabete, cardiopatie, obesità, possono portare la persona a soffrire di depressione clinica. La depressione a sua volta peggiora il quadro fisico indebolendo il sistema immunitario della persona;
  • Altri disturbi psicologici: come sintomo patologico, la depressione si presenta spesso in associazione con altri disturbi psicologici come il disturbo d’ansia, gli attacchi di panico, il disturbo ossessivo compulsivo, la fobia sociale, il disturbo da stress post-traumatico.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE?

Di seguito verranno illustrati i sintomi della depressione e le aree del funzionamento individuale che interessano:

SINTOMI EMOTIVO-AFFETTIVI

La persona depressa si sente “triste”, di “umore nero”, “a terra”, “desolata”, “giù di corda”, “delusa”, “afflitta”. Alcuni pazienti, circa il 60-70 per cento denunciano stati di ansia, caratterizzati da idee terrorizzanti, paure, presentimenti, o anticipazioni di pericolo o di danno, accompagnati da sudorazione, palpitazione, tachicardia o “tremarella”.

Freud fu il primo a paragonare e contrapporre le condizioni depressive (‘melanconia’) al lutto normale; egli vedeva la differenza più significativa tra i due stati nel fatto che nelle normali reazioni di lutto si percepisce il mondo esterno impoverito in qualche aspetto importante (per esempio, la perdita di una persona cara), mentre nelle condizioni depressive ciò che si sente perduto o danneggiato è una parte del Sé. Per certi versi, quindi, la depressione è l’opposto del lutto e le persone che vivono un lutto normale non diventano depresse, anche se nel periodo che segue il lutto o la perdita sono profondamente tristi. Identificò il sentimento di colpa come l’aspetto peculiare che distingue la melanconia, o depressione patologica, dal lutto. Il sentimento di colpa è quell’emozione dolorosa in cui il soggetto vive il divario tra la propria condotta affettiva e le proprie regole etiche e morali.

Molti pazienti depressi appaiono dapprima incapaci di esprimere rabbia, ostilità o irritabilità anche quando provocati. Tale inibizione dell’ostilità sembrerebbe corrispondere al volgere la rabbia contro Sé.

MANIFESTAZIONI COMPORTAMENTALI

L’agitazione che il paziente vive come estranea si riferisce ad un incremento dell’attività psicomotoria. In altre parole, la persona lamenta di essere incapace di rilassarsi e stare fermo, di essere “irrequieto” e “nervoso”. Nel tentativo di allentare la tensione la persona può ad esempio camminare avanti e indietro, torcersi le mani, mangiarsi le unghie, picchiettare con le dita o fumare di più.

Uno dei tratti caratteristici della depressione è il mutamento dell’espressione del viso (restringimento dello sguardo e angoli della bocca abbassati).

Il rallentamento psicomotorio ricorre spesso nei pazienti depressi e si accompagna a rallentamento nella parola e nel pensiero. Il pianto è un’espressione quasi universale del lutto e di entrambi i tipi di depressione, quella normale e quella clinica. Alcuni lamentano di “non riuscire a piangere” e di essere “senza lacrime”, altri sentono il pianto come un sollievo al loro stato depressivo e addirittura come un segno di miglioramento generale.

ATTEGGIAMENTI VERSO DI SE’ E VERSO L’AMBIENTE

Una bassa autostima e sentimenti di inadeguatezza e scoraggiamento sono tratti di personalità che predispongono alla manifestazione di ricorrenti episodi depressivi. Le difficoltà incontrate dalla persona depressa nel mantenere una qualche forma di autostima sono in stretta relazione con sentimenti di impotenza, pessimismo  e di disperazione. Questi sentimenti di impotenza non fanno riferimento tanto a livelli reali di prestazione quanto all’incapacità di corrispondere alle aspettative proprie o altrui. Molti depressi, infatti, risentono del condizionamento dei modelli culturali, delle pratiche educative, dei valori familiari: sono perfezionisti, ambiziosi ed autocritici, hanno elevate norme etiche e morali. L’interiorizzazione di tali aspettative li rende sensibili al divario tra desiderio e realtà, e quindi propensi a considerarsi, durante gli episodi depressivi, deboli, inadeguati e impotenti. I sentimenti di impotenza aumentano il pessimismo e le preoccupazioni che, nelle depressioni più gravi, possono associarsi a pensieri e tentativi di suicidio.

IMPEDIMENTO COGNITIVO

Il ritardo psicomotorio caratteristico della depressione è definito da una diminuzione dell’espressività del viso, fissità dello sguardo e riduzione dei movimenti oculari. L’eloquio diventa lento e a volte quasi impercettibile, con pause lunghe prima delle risposte e rallentata reazione agli stimoli. Il contenuto stesso delle risposte risulta impoverito.

I pazienti spesso si lamentano della difficoltà a concentrarsi, del “rallentamento del pensiero”, della “testa vuota”, della “scarsa memoria”, manifestando così una sempre maggiore preoccupazione per i propri pensieri e una minore attenzione alle richieste dell’ambiente circostante.

CAMBIAMENTI PSICOLOGICI E DISTURBI FISICI

L’anedonia, ossia l’incapacità di provare piacere, è quasi universale fra i pazienti depressi ed è spesso connessa alla perdita di energia. Nel 70-80 per cento si registra una perdita dell’appetito accompagnata da perdita di peso. La maggioranza, circa l’80-90 per cento, soffre di qualche tipo di insonnia.  Si evidenzia anche una diminuzione del piacere sessuale. Possono inoltre presentarsi altri disturbi corporei come mal di testa, dolori al collo, mal di schiena, crampi muscolari, nausea, vomito, nodo alla gola, sapore acido in bocca, bocca secca, costipazione, bruciori di stomaco, indigestione, flatulenze, annebbiamenti della vista e dolore a orinare.

COME AFFRONTARE LA DEPRESSIONE

È importante sottolineare che la depressione si può curare. Negli ultimi anni sono stati individuati diversi tipi di trattamenti per la cura della depressione. Attualmente si ritiene che le cure più efficaci per la depressione siano il trattamento farmacologico, la psicoterapia interpersonale e la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Per alcuni tipi di depressione, in particolare per le depressioni più gravi, una combinazione del trattamento farmacologico e del trattamento psicologico risultano essere più efficaci, soprattutto nella prevenzione delle ricadute rispetto al solo trattamento farmacologico.

 

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