La Psicologia, nella sua forma moderna e scientifica, è una disciplina relativamente nuova.  Gli storici sono fondamentalmente d’accordo nel datare la nascita di questa disciplina scientifica a partire dalla creazione nell’Università di Lipsia nel 1879 del primo laboratorio di ricerca psicologica da parte di Wilhelm Wundt (1832-1920).

Con Wundt l’indagine psicologica si staccò dalla filosofia speculativa per aprirsi alla metodologia delle scienze naturali adottando criteri di sperimentazione e quantificazione.

La parola Psicologia, deriva da due termini greci psychèe logeiache significano discorso sull’anima. Designa una disciplina scientifica che si propone di fornire un’interpretazione empiricamente fondata sulle funzioni mentali; è, in altre parole, lo studio scientifico del comportamento e dei processi mentali. Scientificoperché la risposta che cerca di dare si avvale di una raccolta sistematica, di analisi di dati osservabili oggettivamente e di spiegazioni sul funzionamento della mente.

La Psicologia si occupa dell’uomo nella sua globalità (non soltanto negli aspetti patologici del suo comportamento), con lo scopo di promuovere il benessere ed il miglioramento della qualità di vita dell’individuo. Occupandosi dell’uomo nella sua globalità, questa disciplina ha diversi oggetti di studio e di approfondimento fra cui: percezione, memoria, apprendimento, intelligenza, motivazione, emozioni, linguaggio e comunicazione, processi decisionali, personalità, cambiamenti evolutivi, inconscio, consapevolezza, dinamiche relazionali e altro ancora.

Attualmente, le competenze e gli strumenti offerti dalla Psicologia possono essere applicati a diversi contesti della vita quotidiana. Di seguito alcuni esempi:

  • Transizioni e momenti critici nel ciclo di vita (infanzia, adolescenza, gravidanza, matrimonio, terza età);
  • Prevenzione e benessere (salute, sicurezza, violenza, dipendenze);
  • Educazione e sviluppo (scuola, disturbi dell’apprendimento, genitorialità, processi di formazione);
  • Disturbi cognitivi (valutazione e riabilitazione neuropsicologica in seguito a cerebrolesione acquisite come trauma cranico, ictus, emorragie cerebrali… o in caso di malattie neurologiche/degenerative come sclerosi multipla, morbo di Alzheimer…);
  • Lavoro e organizzazioni (selezione del personale, testing e valutazione, analisi organizzativa, interventi sui gruppi);
  • Numerosi altri ambiti come quello peritale (psicologia giuridico-forense), quello carcerario (psicologia penitenziaria), quello delle emergenze, dello sport ed altro ancora.

Per diventare Psicologo in Italia è necessario:

  • Laurearsi in Psicologia (5 anni di studio);
  • Svolgere un tirocinio post-lauream della durata di un anno, supervisionato da un tutor-professionista iscritto all’Albo
  • Conseguire l’Abilitazione all’esercizio della professione mediante Esame di Stato
  • Iscriversi all’Albo professionale

Secondo la Legge n°56 del 18 febbraio 1989 (Ordinamento della Professione di Psicologo), “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.”

Lo psicologo collabora con altre figure professionali, quali: il medico di base, il pediatra, lo psichiatra, l’avvocato, l’insegnante, l’assistente sociale. A differenza dello psichiatra, lo psicologo non somministra i farmaci, ma si avvale di altri strumenti specifici per intervenire allo scopo di promuovere il benessere della persona, primo fra tutti il colloquio clinico. Oltre al colloquio, lo psicologo può avvalersi anche di strumenti di misurazione come test, questionari e scale di misurazione. Tali strumenti possono trovare molteplici applicazioni ed avere come oggetto di osservazione un individuo o un gruppo di persone. Lo psicologo è sempre tenuto al segreto professionale.

Dott.ssa Debora Contino

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